L’arco che avevo sempre sognato, ho dovuto farmelo…

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Papà Filippo Alzano Lombardo BG Italy 16 Luglio 2026

Dopo aver passato più di 50 anni tirando con un arco e 30 a rivendere gli archi più prestigiosi al mondo del settore tradizionale ho voluto fare l'arco che avevo sempre sognato.
Quello che racchiudesse il meglio di quanto avevo acquisito nella mia esperienza con artigiani e clienti e quanto avevo sognato per perfezionarlo.

Il progetto Testarossa, così come lo conosciamo, nasce nel 2017 ma si basa su una lunga esperienza di produzione di flettenti in Australia (2006-2008), di produzione del Picchio (1995-2005) e di collaborazione con i maggiori artigiani americani (1988-2015). Finalmente comincio ad essere soddisfatto del risultato, il PICCHIO TESTAROSSA è esattamente l'arco che avevo sempre sognato. Ma la ricerca non si arresta mai e continuo a immaginare e sperimentare nuove soluzioni e questo mi appassiona e coinvolge molto.

Non saprei dire con precisione il momento in cui l'ho sentito finito. Ogni volta che risolvo un problema e trovo una nuova soluzione, mi sembra quasi impossibile pensare a come fosse prima — poi mi guardo indietro e vedo quanta strada ho fatto. Forse è un po' come quando guardo mio figlio, che oggi ha 27 anni ed è alto 1,90 metri, e mi sembra impossibile che una volta mi stesse in braccio.

Da quando produco personalmente questo arco la mia passione si è spostata dal tiro vero e proprio alla sperimentazione e produzione quindi mi alleno veramente poco ma le sue caratteristiche mi consentono di poter usare un libraggio molto basso (24-26#) che non richiede allenamento e mi dà comunque un tiro tesissimo fino a lunghe distanze, con grandi soddisfazioni in gara.

Mi piace molto la sua unica estetica, l'incredibile velocità dei suoi flettenti e la grande stabilità dovuta ad un processo di calibrazione dei flettenti unico e ai pesi stabilizzanti negli inserti che io apprezzo al massimo del peso che riesco ad inserire.

La soddisfazione più grande è quando lo faccio provare a qualcuno per la prima volta: il primo tiro va quasi sempre alto, perché chi arriva è abituato ad archi con una parabola molto più curva. Poi guardano la potenza nominale, così bassa, e non credono possibile che la freccia esca così veloce e tesa. Vedere quella sorpresa si aggiunge al piacere di usarlo, ed è sempre una bella giornata in sua compagnia.